Esigenze di coltivazione della pianta di mora:
Il rovo è meno esigente del lampone: la sua rusticità permette di coltivarlo in tutti i tipi di terreno, anche se i migliori risultati si ottengono in terreni leggeri e aerati, organici e ricchi di humus, leggermente acidi (pH ottimale 6,2 - 6,5). Nei terreni più pesanti è consigliabile piantare su un cumulo di terra alto 30 cm e largo 80 cm. Più delicato è invece il rovo rispetto al clima: la forte crescita dei polloni fino ad autunno inoltrato li rende più sensibili alle gelate autunnali precoci. La fioritura tardiva, al contrario, determina nei fiori a pericoli di danni per gelate tardive di primavera. Grazie a questa rusticità il rovo è la pianta ideale per creare filari o spalliere sui bordi dei giardini, meglio se lungo i muri di recinzione. Tutte le varietà sono autofertili e possono quindi essere coltivate da sole; l'impollinazione è entomofila, quindi promossa dal volo delle api e dei bombi, che visitano volentieri questi fiori. E' dunque sufficiente che esista qualche arnia nel raggio di qualche centinaio di metri. È necessario sostenere i tralci produttivi del secondo anno, come pure è opportuno contenere i nuovi polloni e indirizzarli verso l’alto.
I sistemi adottati nel rovo sono generalmente questi:
a palo singolo: ogni pianta dispone di un palo alto 200 cm dal suolo, a cui vengono legati strettamente i tralci produttivi, in posizione più allargata i nuovi polloni.
a doppio palo: alla distanza di 50 cm vengono piantati 2 pali per ogni pianta; ad uno vengono fissati i nuovi polloni (che l’anno successivo si trasformeranno in tralci produttivi), mentre l’altro, alternativamente, sosterrà i tralci.
a spalliera: alla distanza di 3-5 metri sono piantati pali alti 200 cm dal suolo che, opportunamente ancorati alle due estremità della fila, sostengono tre fili (a 50 - 130 - 180 cm dal suolo) a cui vengono legati verticalmente i polloni, oppure orizzontalmente, facendoli correre lungo i fili
Distanze
1 metro tra le piante sulla fila, 2,5 metri tra un filare e l’altro.
Vai a PREVENTIVO COLTIVATORI PROFESSIONALI
